Come funziona la tassazione sugli investimenti in Italia: la guida pratica

Regime amministrato, dichiarativo e capital gain: tutto quello che devi sapere sulla tassazione degli investimenti.

· 5 min di lettura

Quando guadagni qualcosa in borsa, lo Stato vuole la sua parte. È normale, è previsto dalla legge, e conoscere le regole ti aiuta a evitare brutte sorprese.

Quanto si paga: l’aliquota sulle plusvalenze

In Italia, i guadagni derivanti dagli investimenti finanziari — chiamati plusvalenze o capital gain — sono tassati al 26%. Se compri un ETF a 1.000€ e lo vendi a 1.300€, la plusvalenza è 300€ e le tasse sono 78€. Esiste un’eccezione importante: i titoli di Stato italiani (BTP) e di altri paesi della lista bianca europea sono tassati al 12,5%. I dividendi sono anch’essi tassati al 26%.

I due regimi fiscali: amministrato e dichiarativo

Regime amministrato: il broker calcola e versa le tasse per te in modo automatico. Ogni volta che vendi in guadagno, il broker trattiene il 26% e lo versa all’Agenzia delle Entrate. Tu non devi fare nulla nella dichiarazione dei redditi. È la scelta più semplice per la maggior parte degli investitori privati.

Regime dichiarativo: sei tu a calcolare e dichiarare le plusvalenze nella tua dichiarazione dei redditi. Questo regime è obbligatorio con molti broker esteri. Richiede più attenzione — spesso l’aiuto di un commercialista — ma offre maggiore flessibilità nella gestione delle minusvalenze.

Le minusvalenze: un credito che si può usare

Se vendi in perdita, quella perdita si chiama minusvalenza e può essere usata per compensare plusvalenze future. Hai 4 anni di tempo per usarla. In Italia però le minusvalenze da ETF non possono compensare plusvalenze da ETF — una delle asimmetrie più discusse del sistema fiscale italiano.

Cosa succede con i broker esteri

Molti broker europei popolari non operano come sostituti d’imposta in Italia. Con questi broker sei automaticamente in regime dichiarativo: devi compilare il quadro RW per i capitali detenuti all’estero, e il quadro RT per le plusvalenze. Non è illegale, ma richiede più attenzione.

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